Con le pale e a mani nude hanno scavato nel terreno del cimitero di Poggioreale a Napoli. Sono i familiari dei 300 defunti rimasti ancora sotto le macerie a tre anni esatti dal crollo verificatosi nella notte tra il 4 ed il 5 gennaio del 2022.
I parenti dei defunti hanno deciso di organizzare la clamorosa iniziativa per denunciare ritardi e stallo burocratico che impediscono di riportare alla luce le salme dei loro cari.
Il crollo si verificò all’interno delle cappelle ‘Dottori/Sangioacchino’. Questa mattina il ritrovo dei parenti al Quadrato, davanti alla Chiesa Madre, per poi trasferirsi sul luogo delle macerie. “Dopo tre anni – sottolineano i membri del comitato dei familiari – è ora di scavare noi, per recuperare i nostri cari”.
A quanto pare occorrono cinquecentomila euro per la messa in sicurezza dell’area. Più altre risorse per riqualificare le cappelle dove spostare le oltre 1.600 bare ancora custodite nella tendostruttura. Comprese quelle dell’altro crollo, del 17 ottobre 2022, all’Arciconfraternita della Santissima Resurrezione.
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