Dopo gli appelli per la riapertura, Sorbillo non consegnerà a domicilio da lunedì 27 aprile. La scelta fa discutere e non mancano le polemiche. Ma ora ci ripensa?
Da lunedì ripartono le consegne a domicilio in Campania. Molti ristoratori non vedono l’ora di far ripartire la propria attività, nonostante le limitazioni imposte per motivi di sicurezza dall’ordinanza 37 della regione Campania. Ma c’è chi ha deciso di non riaprire la propria attività da lunedì 27 aprile. Almeno per il momento. Tra questi, il celebre pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo che, però, ora sembra ripensarci.
La campagna per la riapertura
Sorbillo ha da subito evidenziato le gravi perdite economiche dovute alla chiusura delle attività e, in particolare, alle dure restrizioni imposte dal governatore De Luca per cercare di ridurre i contagi in Campania.
Per questo motivo, Sorbillo è stato in prima linea nella campagna per la riapertura delle attività di ristorazione in Campania, chiedendo più volte alla Regione di far riprendere almeno la consegna a domicilio.
«Chiediamo alla Regione di poter riprendere almeno le consegne a domicilio. Dovrò chiudere almeno quattro locali: quello sul lungomare di Napoli, che ha costi d’affitto molto alti, Zia Esterina al Vomero, ma anche due punti vendita di Milano, credo Olio a Crudo e Zia Esterina».
Gli appelli per le consegne a domicilio
«Meglio avere la macchina che cammina a filo di gas, piuttosto che tenerla spenta per tre mesi e ripartire da zero», aveva dichiarato Sorbillo in riferimento alla possibilità della consegna a domicilio in questo periodo di emergenza. Il famoso pizzaiolo campano aveva, poi, perorato la sua causa elogiando il metodo di ‘confezionamento’ della pizza e l’uso della pellicola alimentare come ulteriore garanzia di sicurezza. «Le pizze vengono cotte a 450 gradi – ha spiegato Sorbillo – poi immediatamente confezionate, insomma molto inferiori i rischi per l’asporto. Almeno quello il governatore potrebbe riaprirlo» (leggi l’intero articolo sui problemi per la ristorazione campana).
L’appello di Sorbillo è stato raccolto da centinaia di pizzaioli. A ribadirne l’importanza anche Massimo di Porzio, presidente della Fipe Confcommercio per Napoli, che aveva definito le consegne come «un piccolo palliativo che possono contribuire a salvare qualcuno, visto che prevediamo che un terzo dei locali di ristorazione non riapriranno dopo questo lockdown».
Le nuove disposizioni di De Luca sarebbero una chiara risposta a queste richieste. Un sospiro di sollievo.
Ma non per tutti.
Sorbillo ringrazia ma dice no alle consegne…per ora.
Era arrivata subito, infatti, la risposta negativa di Sorbillo. Dopo aver lamentato perdite di fatturato tali da obbligarlo probabilmente a chiudere 3 pizzerie su 4, e dopo aver ribadito la necessità, per la ristorazione campana, del servizio di delivery per restare a galla.
Ad annunciarlo lo stesso Sorbillo con un post su Facebook, dopo aver ringraziato comunque De Luca per aver ascoltato gli appelli. Il famoso pizzaiolo ha scritto pubblicamente che non riaprirà i battenti con le consegne a domicilio lunedì 27.
«Buon lavoro a tutti coloro che ricominceranno a lavorare con il delivery del food in Campania da lunedì 27 aprile. Noi per ora non lo faremo, non riapriremo, ci sistemeremo e ci confronteremo per valutare le altre problematiche da segnalare sempre e solo per il bene di tutte le attività di ristoro».
Il motivo di questa scelta sarebbe da collegare alle modalità di servizio offerte normalmente dalla pizzeria, che non includono la consegna a domicilio. «Noi da tempo non facevamo l’asporto», ha dichiarato Gino Sorbillo in un’intervista a NapoliToday. Il pizzaiolo napoletano si sarebbe fatto, però, portavoce di tutti i ristoratori, lanciando forti appelli alla regione Campania per aiutare l’intera categoria. La motivazione sarebbe nata anche dal confronto con piccole realtà, quelle che con il servizio di delivery riuscirebbero almeno a far rientrare parte dei costi, scacciando il fantasma della chiusura.
Dubbi sulle condizioni imposte all’apertura dei locali, considerate piuttosto restrittive. «Di sicuro il tempo è limitato – ha spiegato Sorbillo – per ora è dalle 16 alle 22». Tuttavia, il pizzaiolo ha assicurato che non è questo il motivo della sua decisione.
Polemiche di famiglia
Considerata la non-riapertura, è nato il dubbio che la campagna per le consegne a domicilio portata avanti da Gino Sorbillo potesse essere parte della propria campagna di marketing. A pensarla così, almeno, sembra essere Luciano Sorbillo, cugino di Gino, e anche lui pizzaiolo a Napoli.
«Spesso mi chiedo perché confondere la passione e la tradizione con il business e la politica» – ha scritto Luciano su Facebook. «A nome di tutti i Sorbillo chiedo scusa a cloro che vivono di pizzerie e si spaccano le ossa per portare la pagnotta a casa, non siamo attori, né politici. Siamo umili lavoratori che non invidiano il lavoro degli altri, anzi lo apprezzano».
Forte critica, quella lanciata a Gino Sorbillo dal cugino, che lo accusa di aver messo in atto una «ennesima trovata pubblicitaria di cattivo gusto». Lo definisce come colui che «si sente il portatore nonché creatore della pizza», concludendo il suo intervento con un’ennesima critica al suo comportamento.
«Ci scusiamo e vi chiediamo di giustificare il gesto di una persona presa dall’egocentrismo e dal delirio di onnipotenza».
Sorbillo ci ripensa?
Arriva sempre dai social il commento di Gino Sorbillo che risponde alle polemiche sollevate dalla sua inaspettata decisione. Lo condivide attraverso un altro post su Facebook e Instagram:
«In questi giorni vi siete scatenati (ricordiamo a qualcuno che esistono anche toni civili) accusandoci di chiedere il delivery che invece dovevamo lasciare alle attività più piccole. Abbiamo deciso quindi di non farlo subito adesso, di rimandare l’apertura di qualche giorno dopo aver sistemato bene le cose e dopo aver seguito alla lettera tutte le indicazioni che ci sono state date dalla Regione e continuate a fare casino? Bah… ».
Una questione di tempo, insomma. Tempo necessario per attrezzarsi al fine di garantire la sicurezza richiesta dall’ordinanza di De Luca.

A destare preoccupazione tra molti ristoratori, infatti, continuano ad essere proprio le modalità di riapertura, ovvero le procedure di sanificazione, la gestione degli spazi, l’uso dei dispositivi di protezione, la distanza di sicurezza da mantenere necessariamente anche durante la preparazione del cibo, nonché durante la preparazione della consegna. Insomma, procedure che richiedono tempo e preparazione. Senza la corretta applicazione di queste, riaprire con delivery sarebbe inaccettabile.
Questione che Sorbillo sembra aver preso molto a cuore, poiché scrive in un post su Facebook:
«Noi invece ci stiamo #attrezzando bene in questi giorni per #rispettare tutte le precise e particolari indicazioni che la #Regione ha stabilito da pochi giorni per effettuare il #ServizioDeliveryFood in #Sicurezza»
E ancora:

Sembra, quindi, che dopo le polemiche Sorbillo ci abbia ripensato. Uno spiraglio che si apre anche per le sue consegne a domicilio? In ogni caso, ci sarà ancora da aspettare. Almeno 5 o 6 giorni.
—
Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook de La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram e Twitter!