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Casalnuovo, assegno civico comunale: 45 cittadini collocati presso le aziende del territorio

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Pelliccia: “Investimenti del Comune per favorire l’occupazione degli over 30”

Favorire l’incontro tra cittadini disoccupati e le aziende in cerca di personale: è stato questo il filo conduttore della mattinata di lavoro svoltasi nell’aula consiliare di Palazzo Lancellotti. I primi 45 cittadini beneficiari del progetto comunale Assegno Civico – Borse Lavoro questa mattina, dopo il convegno di presentazione, hanno sostenuto i colloqui con le trenta aziende che hanno manifestato interesse ad accogliere gli inoccupati del territorio. Il match tra le necessità delle aziende e le competenze dei candidati ha portato alla creazione di progetti formativi finanziati dal Comune che dureranno sei mesi. I cittadini saranno seguiti da un tutor aziendale nel loro percorso di formazione ed orientamento al lavoro e per sei mesi percepiranno un assegno di 400 euro mensili finanziato dall’ente comunale. “Una soddisfazione enorme”,  ha dichiarato il Sindaco Massimo Pelliccia che ha così portato a realizzazione un altro punto del programma elettorale con il quale si è presentato alla città. “Abbiamo deciso di finanziare in totale 90 assegni civici – ha aggiunto il primo cittadino – questa mattina i primi 45 candidati, risultati ammessi a seguito di graduatoria, hanno sostenuto i colloqui con le aziende che hanno scelto di partecipare al progetto: si tratta di imprese solide, che hanno idee innovative da mettere in campo e che con il loro lavoro contribuiscono allo sviluppo ed alla crescita del nostro territorio. A breve anche gli altri 45 ammessi avranno la stessa possibilità di essere collocati. Grazie al lavoro di tutti siamo riusciti ad avviare questa complessa attività – concluso Pelliccia – impegnando risorse comunali al fine di creare reali opportunità di formazione per gli over 30 tagliati fuori dal mercato occupazionale. Una buona amministrazione opera per abbattere l’assistenzialismo e per creare reali opportunità d’impiego per le donne e gli uomini che hanno voglia di impegnarsi lavorando”.  Il progetto Assegno Civico è stato inoltre valutato come ‘best practice’ dall’Associazione Nazionale dei Comuni: l’obiettivo è quello di esportare  questo programma e di estenderlo anche ad altri Comuni della Regione Campania.

Il Ritorno del Mammasantissima al Nuovo Teatro Sanità

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Un progetto di Luciano Saltarelli con la compagnia giovane del Nuovo Teatro Sanità

Venerdì 18 e sabato 19 maggio 2018, ore 21.00

Domenica 20 maggio 2018, ore 18.00

Debutta venerdì 18 maggio, ore 21.00, al Nuovo Teatro Sanità, Il ritorno del Mammasantissima a cura di Luciano Saltarelli. Lo spettacolo, nato nell’ambito del Progetto EMME, laboratorio tenuto dallo stesso Saltarelli con gli allievi del ntS’, vede in scena la compagnia giovane del teatro di piazzetta San Vincenzo. Repliche sabato 19 maggio (ore 21.00) e domenica 20 maggio (ore 18.00). Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all’indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it. Il costo del biglietto è di 12,00 euro.

Il testo dello spettacolo prende spunto dal film Il Mammasantissima, diretto da Alfonso Brescia, nel 1979, con protagonista Mario Merola che interpretava un capo-rione molto amato dalla gente, perché amministrava il quartiere secondo il suo codice morale, dalla parte dei deboli e contro i prepotenti. Nella libera trasposizione teatrale della pellicola cinematografica, effettuata dal regista Luciano Saltarelli, i nomi dei personaggi sono stati cambiati, sostituendoli con altri che hanno riferimenti alla nomenclatura cristiana o pagana popolare.

Sullo sfondo, la cittá di Napoli in cui fermenta e spadroneggia il contrabbando di sigarette di cui il Mammasantissima è figura di spicco. Oltre al commercio illecito, Don Salvatore (detto il Mammasantissima per la sua autorevolezza e per l’ indiscusso carisma) si dedica alla difesa dei deboli, vessati da delinquenti senza scrupoli, tra cui un avvocato e un usuraio. Quest’ultimo, per vendicarsi delle intromissioni di Don Salvatore nei suoi loschi affari, violenterà la figlia del Mammasantissima, aiutato dal perfido avvocato. Un atto imperdonabile che scatenerá l’ira di Don Salvatore, il quale verrà meno alle proprie regole morali, uccidendo i responsabili del crimine.

A quarant’anni dall’uscita del film e a un secolo dalla nascita della sceneggiata
napoletana (il genere teatrale di riferimento del Il Mammasantissima e di tante
altre pellicole dell’epoca), le considerazioni sugli eventi e sul comportamento morale
dei protagonisti cedono il passo a uno sguardo più benevolo, iconico e quasi astratto,
che intravede, in tali personaggi, figure mitiche, ingessate nella propria espressività,
al pari dei pupi siciliani o di maschere tribali.

A proposito del suo lavoro, il regista Luciano Saltarelli dichiara: «Tutto questo materiale narrativo mi è sembrato un interessante spunto per rielaborare la trama e realizzare uno spettacolo che evidenziasse la ricchissima teatralità degli eventi e dello sguardo su Napoli, presente nel film. Sono fortissimi gli echi della sceneggiata napoletana, con le sue figure stereotipate e sanguigne, mosse da impeti di rabbia o di passione, impregnate di religiosità popolare e animosità animalesca, devote al potere quasi taumaturgico di un fuorilegge in odore di santità. Questo universo, così intriso di una ormai mitica napoletanità, non poteva trovare migliori interpreti negli attori del Nuovo Teatro Sanità che incarnano con grandissima naturalezza e misura le passioni infuocate di una città millenaria, meraviglioso e santissimo inferno».

CAST

Carlo Geltrude – Il Mammasantissima

Ilaria Di Vicino – Assunta

Arianna Cozzi – Maria

Ciro Burzo – Peppe

Vincenzo Antonucci – Bracalone Vufaro

Simone Fiorillo – Avvocato Barzabucco Zimmaro

Mara Dattilo – Matalena

Davide Meraviglia – Aniello, Napoleone

Roberta D’angelo – Ntretella

Antonio Orefice – Nennillo

Danilo Avella – Don Alfonso

Enrico Pacini – Brigadiere

Antonio della Croce – Dottor Mastriani, Abele

Fernanda Pinto – Donna Maria

Mario Ascione – Battilocchio

Josy Monaco – Zingara, Cibele

Antonio Somma – Palummella

Giada Casolla – Cerasella

Alessia Santalucia – Angiulina

Gianluca Vesce – Pazzariello

Produzione Nuovo Teatro Sanità

Nuovo Teatro Sanità, Piazzetta San Vincenzo 1, Rione Sanità – Napoli
Costo del biglietto: 12,00 euro
Info e prenotazioni: 3396666426 oppure info@nuovoteatrosanita.it; www.nuovoteatrosanita.it

Afragola. L’eclissi della politica: ritrovare il senso di un impegno.

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di Giovanni Casillo – In una città che ha smarrito il senso di comunità, dove traboccano i personalismi, dove è sistematico preferire lo scontro al dialogo, c’è bisogno urgente di un rinnovato patto sociale che è a fondamento della politica intesa come l’arte di vivere assieme.

Allora è vero che i valori, le norme di convivenza, il modo di essere una comunità plasma la coscienza civile dei cittadini e questo viene ancor prima dell’amministrazione, prima ancora delle regole di rappresentanza:     sono i comportamenti sociali e culturali di ognuno di noi il motore di un vero sviluppo.

«Non possiamo lasciare che il nostro paese veda il rischio di affondare definitivamente il suo fondamento con tutte le conseguenze che una comunità divisa può conoscere. È un lavoro di rifondazione quello che, insieme, ci attende».

Penso sia fondamentale recuperare la politica, anche e soprattutto quando si parla di una città, del suo sviluppo possibile, delle sue prospettive. Non è soltanto questione di una crisi di fiducia verso il personale politico, che non sempre è giustificata. La questione seria è attestare un “noi”, che va oltre le particolarità e definisce le condizioni della vita sociale. E’ necessario valorizzare le convinzioni e le argomentazioni del ceto dirigente, rinunciare al dileggio ed alla violenza verbale che contribuiscono ad alimentare una sorta di isteria nella vita pubblica; piuttosto favorire il dialogo, da ricercare a tutti i costi, come strumento necessario per costruire la comunità, anche quella politica, mettendo il bene personale dopo quello della comunità.

Afragola andrà al voto da qui a pochi giorni, lo scenario delle coalizioni che si formano e poi si disfano è avvilente, mi lascia perplesso e francamente mi angustia. Mi preoccupa il crescente discredito della politica per il divario sempre più grande tra i cittadini e i loro rappresentanti. Le domande che mi pongo sono molteplici: possibile che ci sia in giro tanta arroganza? Nessuno che avverta il bisogno di ascoltare prima di parlare? Possibile che a discapito di tante eccellenze locali che spaziano dallo sport alla cultura, dalle professioni alle imprenditorialità, all’associazionismo etc., la politica produca solo mediocrità? Nessuno che chieda scusa, nessuno che sia capace di rendicontare il suo operato politico?

E’ possibile che non siamo più capaci di elaborare modelli di sviluppo  a misura delle nostre città, dei nostri paesi? È possibile che non sappiamo più proporre valori vissuti – proprio perché non vissuti – sui quali fondare un progetto di governo?

Non penso di essere uno sprovveduto, un “quisque de populo”, convinto che tutti siamo uguali, tutto è sporco e cattivo. Penso invece che siamo noi a dover dare un senso alla comunità in cui viviamo, con le nostre azioni, le nostre storie personali e professionali, gli insegnamenti che abbiamo ricevuto, riaffermando l’importanza delle competenze contro i populismi imperanti e le mediocrità diffuse. Non possiamo rimanere estranei alla vita sociale, non possiamo disinteressarci a questioni che attengono la nostra dignità, il futuro dei più giovani, insomma di quelli che sono rimasti indietro. Il brutto che avanza, il declino valoriale non si vincono con la frustrazione che talvolta diventa anche collera; piuttosto bisogna incarnare un profondo desiderio di cambiamento, ritessendo i nodi dell’intelaiatura di una comunità che ha il coraggio di affrancarsi. In vista di un lavoro di rifondazione, è necessario recuperare la capacità di parlarsi, lasciando cadere le sensibilità esacerbate, indugiando, invece, con “una riflessione seria sulla politica in sé”.

Anche Afragola, come ognuno di noi, ha un suo destino, una sua vocazione. E questa non è semplicemente il prodotto casuale di mille e mille indifferenti interessi individuali, ma il risultato di tante storie che si intrecciano in un disegno comune; anzi, è proprio questo, il suo nascere dalla realtà, dalla storia, che costituisce e costruisce la città, la mia città, la mia gente che ha, infatti una sua identità, una tradizione, una cultura.

Forse e senza forse, allora, il compito di politico è – insieme agli altri cittadini –  aiutare la città, la mia città e il mio popolo a scoprire e a realizzare la sua vocazione, sviluppando tutte le potenzialità presenti.

L’eclissi della politica penso possa superarsi recuperando il senso di partecipazione, ricostruendo i luoghi della politica con la fatica del dialogo tra uomini e donne liberi e forti che con sensibilità speciali siano capaci di riempire i vuoti lasciati da una comunità politica confusa, acritica e autoreferenziale, costruita in senso verticale.

Compito specifico del politico è  unificare le tante domande disaggregate dei cittadini in un progetto capace di andare oltre l’utile e verso il bene comune ed ha alla sua radice proprio la consapevolezza di un disegno di comunità.

A cominciare da me stesso, vorrei invitare tutti, dai singoli cittadini a quelli più impegnati, a chi nella politica spende il suo impegno, anche quotidiano, sempre nel rispetto dei propri convincimenti e delle proprie posizioni, a riconoscere nell’altro la sincerità della sua ricerca del bene comune, l’autenticità della sua fede politica, la determinazione nel rispetto delle regole e della legge. Questo è il mio contributo per tentare di gettare un ponte che colmi una divisione che, credo, faccia male un po’ a tutti.

 

LA PIÚ MEGLIO GIOVENTÙ AL NEST

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Di e con FRANCESCO MONTANARI e ALESSANDRO BARDANI

sabato 19 maggio ore 21

Ultimo appuntamento della stagione Nest – Napoli est teatro – con il ritorno di Francesco Montanari a San Giovanni a Teduccio, l’indimenticabile Libano di Romanzo Criminale, premiato come Miglior Attore a Canneseries per la sua interpretazione ne «Il Cacciatore», la fiction in onda su Rai2.

Anche questa volta ci regalerà una serata all’insegna del divertimento con “La più meglio gioventù”, un reading d’effetto interpretato dallo stesso Montanari e dal suo amico e socio Alessandro Bardani. Rappresenta il lato più leggero e dissacrante della scrittura di Bardani e Montanari, con uno stile che si ispira a film come “Clerks” e “Coffee and cigarettes” e al teatro canzone di Gaber. Non mancano richiami a Woody Allen, Ben Stiller ma anche Pier Paolo Pasolini, Marco Tullio Giordana (“La meglio gioventù”) e a Samuel Beckett (“Aspettando Godot”).

Francesco e Alessandro nei panni di loro stessi, si ritrovano a scambiare opinioni sul mondo che li circonda, a esprimere e condividere ansie del tempo attuale, parlando apertamente a ruota libera, con un’ unica convinzione: “Dobbiamo sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo…”. In un’ atmosfera che vede mischiare sacro e profano. Battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti sono alla base del reading. 

Montanari e Bardani sono alla loro ennesima collaborazione. Hanno già recitato insieme nella serie tv “Romanzo Criminale”, nella sketch-comedy per Repubblica.it “Felici & Contenti – Pillole di Becchinaggio”, scritta da Bardani stesso, collaborato ancora nel cortometraggio pluripremiato e Nominato ai David di Donatello “Ce l’hai un minuto?”, scritto e diretto da Bardani, che vede tra gli interpreti oltre a Montanari anche Giorgio Colangeli, poi ancora insieme nel reading tributo a Girgio Gaber “Grazie ancora Signor Gaber”, nello spettacolo teatrale campione di incassi “Il più bel secolo della mia vita”, con Bardani impegnato come autore e regista insieme a Luigi Di Capua dei The Pills e Montanari come co-protagonista nuovamente con Giorgio Colangeli e presentato il programma estivo “Happy Hour” su Radio 2.

INFO E CONTATTI

 Nest Napoli Est Teatro –  Via Bernardino Martirano 17 – San Giovanni a Teduccio , Napoli

LA PIÚ MEGLIO GIOVENTÙ  – 19 MAGGIO  2018 ore 21 

biglietto unico 15 euro

+39 3208681011

Info.teatronest@gmail.com

WWW.NAPOLIESTTEATRO.COM

Delitto Diletto In Teatro allo ZTN

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Uno spettacolo di  Maurizio D. Capuano e Francesco S. Esposito

diretto da Gennaro Monforte
Una produzione : naviganti InVersi

Sabato 12 e domenica 13 maggio, ed in replica sabato 19 e domenica 20 maggio,

Delitto Diletto, uno spettacolo diretto da Gennaro Monforte, Delitto Diletto In Teatro, scritto a quattro mani da Maurizio D.Capuanoe Francesco S. Esposito.

Un giallo dietro le quinte di un teatro napoletano, un suicidio o forse un assassinio, cosa si nasconde dietro la morte di un emblema del teatro partenopeo? 

In un teatro di Napoli, durante a finale di un famoso premio teatrale, il cadavere di Felice S., candidato alla vittoria, viene ritrovato mentre penzola da una corda.

Tutti pensano subito al suicidio, ma non il famoso detective Dick Theater, che è sicuro che Felice S. sia invece stato ucciso, e che addirittura l’assassino possa nascondersi in mezzo al pubblico. Chi poteva avere interesse a far fuori il rappresentante del teatro napoletano? Forse il rappresentante del teatro tragico? O quello sperimentale? O forse è colpa di due cantanti di musical?

Tra comicità demenziale ed umorismo surreale, sarà Dick Theater a risolvere i caso e portare alla luce la verità.

CAST:

Sabrina Augusto

Fabrizio Botta

Gennaro Ciotola

Adriana D’Agostino

Antonio D’Alessandro

Assunta D’Emilio

Giovanni Esposito

Emanuele Iovino

Alessia Migliaccio

Gennaro Monforte

CALENDARIO E ORARIO SPETTACOLI

Sabato 12 maggio: ore 21.00

Domenica 13 maggio: ore 18.30

Sabato 19 maggio: ore 21.00

Domenica 20 maggio: ore 18.30

INFO E PRENOTAZIONI:

Telefonare al numero 3398120927 o inviare una mail all’indirizzo navigantiinversi@gmail.com.

Come tutti gli spettacoli che vanno in scena allo ZTN, l’ingresso è gratuito e l’uscita è a “Cappello”.

Trentatram Festival, prima settimana di programmazione

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FESTIVAL PER COMPAGNIE UNDER 30

direzione artistica  Mirko Di Martino

– prima edizione – 

PRIMA SETTIMANA DI PROGRAMMAZIONE

dal 10 al 13 maggio 

10 maggio 2018, ore 21.00

6 MAGGIO 1938

liberamente ispirato a Una giornata particolare” di Costanzo, Maccari, Scola

drammaturgia e regia Guglielmo Lipari

con Anna Rapoli, Marco Abate

Roma, 6 maggio 1938. È giorno della storica visita nella capitale dell’Italia Fascista del grande alleato tedesco, il fuhrer Adolf Hitler, venuto in visita da Mussolini e accolto da decine di migliaia di uomini, donne e bambini pronti a far sentire tutto il proprio calore al capo di stato tedesco. In un caseggiato popolare, Luciana, moglie disfatta da sei maternità e da un marito che la trascura, pur essendo fascista convinta e grande ammiratrice del duce, è costretta a rimanere in casa per occuparsi delle faccende domestiche. Quando il suo merlo esce dalla gabbia e si adagia sulla finestra della casa di fronte, Luciana è costretta a bussare alla porta del solitario proprietario che, diversamente da tutti gli altri nel palazzo, non è accorso a salutare l’avvento di Hitler. Antonio è un affascinante annunciatore radiofonico verso cui Luciana prova da subito un’attrazione fortissima. I due si inseguiranno per tutto il tempo cercando di consolare le loro pene. Quando Luciana però scoprirà le vere tendenze politiche dell’uomo, non riuscirà a placare il suo desiderio verso una persona così “insolitamente” gentile, fino a scoprire che il vero segreto che egli cela è in realtà un altro: è un omosessuale.

Il testo messo in scena va analizzato strutturandolo su una linea verticale dove spazio e tempo sono ridotte all’osso e tutto è basato sulla profondità emotiva ed intima dei personaggi, due infelicità incomprese, due sconfitti. Su questa linea vanno poste una macrostoria, costituita da tutte le informazioni riguardanti l’epoca, il contesto storico in cui è ambientata, lo sfondo politico relativo, lo status sociale della donna, e una microstoria situata al suo interno, l’incontro di due solitudini incomprese che soffrono di questa problematica, lei nell’insofferenza patita dal suo ruolo, lui nell’omosessualità e nella difficoltà di potersi mostrare per come realmente è. È una messa in scena che lavora sulla sottrazione: di colori (smunti, slavati), di ambienti (siamo all’interno di una casa), di titolo (si svolge in un arco temporale di appena poche ore) e di dialoghi (giocati sul non detto). Il nostro compito è quello di scandagliare l’animo umano e di contestualizzarlo nel sentire dell’epoca, fornendo una potente riflessione sul tempo e su come due punti di vista inizialmente inconciliabili, finiscano entrambi per avvicinarsi e coincidere, soli, come entrambi vittime del regime mussoliniano.

11 maggio 2018, ore 21.00 

AUDIZIONE

di Chiara Arrigoni

con Massimo Leone, Andrea Ferrara, Chiara Arrigoni

regia Francesco Toto

compagnia Le ore piccole

Un esaminatore borioso, il Signor T., e due candidati in uno stato di palpabile tensione, Sarah e Miguel. Il pubblico si scopre a spiare una conversazione già iniziata, che di primo impatto potrebbe sembrare un normale colloquio di lavoro. Un lavoro di una sola notte retribuito centomila euro. Pezzo dopo pezzo gli spettatori cominciano a intravedere la sagoma inquietante del compito che i due esaminati sono chiamati a svolgere: partecipare a un’orgia per ricchi annoiati. Non un’orgia come tutte le altre: una sorta di rito per una élite che ha smarrito il valore della vita, una roulette russa sessuale in cui i partecipanti possono tornare a sentirsi vivi unendosi a un’orgia con una persona affetta da HIV. Senza sapere chi sia il portatore di morte. In un interrogatorio incalzante il Signor T. sembra quasi provare piacere a scavare nelle vite di Sarah e Miguel e nelle motivazioni che li spingono ad aspirare al posto. Il candidato perfetto del Signor T. è una persona che ha trasformato la propria disperazione in cattiveria e che è in grado di diffondere la malattia senza provare nessun senso di colpa. Una telefonata provvidenziale porta il Signor T. fuori dalla stanza. Ora i due ragazzi sono soli. Ma il racconto delle loro vite non è finito e in un confronto senza più freni metteranno a nudo le proprie inattese verità.

Il testo è ispirato a un’inquietante storia vera dai tratti distopici ambientata ai giorni nostri nel Regno Unito: un fatto di cronaca racconta di “party con roulette russa sessuale, in cui una persona è segretamente affetta da HIV e nessuno dei partecipanti alla festa è legittimato a usare preservativi”. Lo scopo di questo gioco pericoloso è proprio “gustare il brivido di non sapere se si finirà contagiati”: un brivido che qualcuno è persino propenso a pagare a caro prezzo. La notizia passa quasi inosservata, ma Chiara Arrigoni decide di trasformare quell’episodio terribile in un testo teatrale, mettendo al centro dell’attenzione, però, non i ricchi e incauti giocatori di questo “sport estremo”, ma le vittime sacrificali che sono disposte a fare da untori silenziosi, forse per soldi, o forse per disperazione. L’idea è quella di raccontare, attraverso la storia di due ragazzi nel tempo di un’audizione, un po’ di quel vuoto che si annida nella società del benessere e delle disuguaglianze. Attraverso la metafora del colloquio di lavoro possiamo, infatti, portare in luce un tema di forte rilevanza sociale, radicalmente legato all’attualità, parlando metaforicamente di tutto il mondo del lavoro, che sottopone chi vuole farne parte a dinamiche crudeli e predilige chi è disposto a fare il “lavoro sporco” mettendo a tacere la propria coscienza.

12 maggio 2018, ore 21.00

CAPINERA

liberamente ispirato al capolavoro di Giovanni Verga

di e con Rosy Bonfiglio

musica Angelo Vitaliano

C’era una volta… una fanciulla condannata alla monacazione da un destino familiare sfortunato. Non ancora compiuti i voti, durante l’epidemia di colèra che colpisce Catania alla fine del 1800, la giovane Maria torna temporaneamente in campagna, dalla sua famiglia: pochi mesi per scoprire cosa ci sia oltre i muri claustrali del convento, per affondare completamente nella natura con tutte le sue forme di vita, per animarsi del calore umano di affetti familiari, per prendere coscienza dell’impeto vitale di tutte le cose del mondo e della bellezza di goderne in piena libertà, come padroni assoluti del proprio tempo e del suo prezioso impiego. Pochi mesi per conoscere dolorosamente l’amore per un uomo, esplosione assoluta di impulsi sconosciuti e ingestibili per una piccola anima fragile e digiuna di esperienze, lacerata e annientata dalla potenza di quanto si configura come un desiderio sbagliato e proibito, un cancro, una orribile malattia che la porterà alla morte, una volta rientrata in convento. Mentre il colèra cessa di infierire su Catania, il morbo invincibile dell’amore-vita trascina la piccola capinera in una caduta libera verso la pazzia. Come una tragica Cenerentola, Maria sconta i soprusi di una matrigna gelida e indifferente, le debolezze di un padre troppo devoto alla moglie, le angherie di un destino che non perdona la libertà, piuttosto la condanna.

Nel metafisico spazio vuoto della scena, fuori dal tempo e da ogni connotazione realistica, vestita di fogli di lettere, come fossero ali di carta, Maria accoglie gli spettatori nella gabbia della sua mente. Qui, dove la troviamo a cullare la sua inseparabile gabbietta-cofanetto, in cui custodisce gelosamente la corrispondenza epistolare che andrà a “sfogliare” durante il monologo, si consuma nient’altro che una ennesima replica di un dramma che si ripete (come la costruzione circolare dello spettacolo svela alla fine). Maria, in un rapporto diretto con gli spettatori, condivide una sorta di confessione intima, in cui ripercorre tutti i passaggi della sua drammatica vicenda, in una parabola emotiva che dall’incontenibile gioia iniziale tracolla progressivamente in una disperata follia. Le luci e un tappeto musicale sinistro ed elettronico raccontano uno spazio che altro non è se non un’isola della memoria, che galleggia in un aldilà, chissà dove…

Decontestualizzata dalla tematica religiosa e dalla collocazione spazio-temporale verghiane, Maria incarna perfettamente un conflitto da tipica eroina tragica, pagando con la vita il prezzo della dolorosa scoperta del senso critico, inteso come coscienza, sguardo personale sulla realtà. Quale realtà? Quella che “le si schiude improvvisamente dinanzi” non appena, temporaneamente sciolta dalla clausura del convento, comprende la prodigiosa possibilità di essere libera: libera di apprezzare le gioie della vita, degli affetti, del creato, libera di fantasticare, sognare, amare, nutrire speranze, desideri, libera di comprendere cosa sia giusto o sbagliato, sgretolando – fino ad abbatterlo irrimediabilmente – un muro opprimente di convinzioni imposte dalla morale comune. Come un piccolo Edipo al femminile, Maria si mette in viaggio, seppur inconsapevolmente, alla ricerca della propria verità, scontrandosi con l’inevitabile dualità dei sentimenti umani e con la difficoltà di appropriarsi di una giovinezza fino a quel momento castrata e mortificata. “Vorrei essere bella come quello che sento dentro di me”.

13 maggio 2018, ore 18.00

POTREBBE AVERE EFFETTI INDESIDERATI 

scritto e diretto da Rebecca Furfaro e Raimonda Maraviglia

con Chiara Cucca, Rebecca Furfaro, Raimonda Maraviglia, Teresa Raiano, Daniele Sannino, Gaetano Balzano

musica originale Rebecca Furfaro

Scorci di un percorso di terapia. La paziente è la signorina F, una donna che ha deciso di risolvere il suo senso di inadeguatezza che da sempre prova quando cerca di ascoltare ed assecondare i suoi istinti. Nel suo percorso, lungo un tempo indefinito, forse eterno forse mai esistito, nel tentativo di risolversi si scopre non una, ma tante persone, ognuna con le sue paure, le sue insicurezze e le sue verità. Lasciandosi pervadere da ogni suo istinto, il suo rifiuto dell’altro, l’istinto omicida, la perversione, il rapporto conflittuale con la madre prendono forma, corpo e respiro, diventando delle vere e proprie persone. Mentre la signorina F deciderà di accogliere ogni parte di sé, ogni essere che la abita, scoprendosi, per la prima volta, piena e profondamente viva, la sua interlocutrice si chiuderà sempre più negando ognuna di queste possibilità. E se fosse proprio lei il motore portante di questo universo?

“Cosa blocca la relazione fra noi e l’altro?” “Perchè siamo sempre come impossibilitati dal sentirci profondamente accettati e liberi davanti l’altro? E cosa accade per cui facciamo lo stesso con chi abbiamo di fronte?”. Forse ognuno di noi è abitato da tanti altri, tante persone/personaggi e la ricerca di una sicurezza, di una verità che ci faccia sentire padroni e in grado di controllare noi stessi e la vita ci porta a rinnegare questo molteplice universo che portiamo dentro. Ci appiattiamo, ci feriamo e ci limitiamo  perdendo di vista tutti gli “altri noi stessi”, parti di noi che nonostante ci renderebbero  molto più complessi e incontrollabili, allo stesso tempo ci renderebbero più vivi e ricchi. Se così fosse, allora cosa ci impedirebbe di pensare che i meccanismi che attuiamo su di noi non siano gli stessi sui quali si basano le nostre relazioni con gli altri? Non ci ritroveremmo in un gioco di castrazione dove è più importante delimitarsi che parlarsi,  definirsi invece che scoprirsi?  E se lasciassimo vivere “gli altri” che ci abitano?

 

Presentazione TRENTATRAM 

Il Festival “TrentaTram” nasce per promuovere le giovani compagnie che si distinguono per l’originalità e la cura delle loro proposte. Dal 10 al 27 maggio 2018 il teatro TRAM ospiterà 11 spettacoli (selezionati sul territorio nazionale con bando pubblico ) portati in scena da attori e registi rigorosamente under 30. Ma, per sostenere la nuova drammaturgia, anche i testi degli spettacoli saranno tutti originali e scritti da giovani autori.

Il direttore artistico del TRAM, Mirko Di Martino, dichiara: “Il teatro del futuro è nelle mani delle giovani compagnie teatrali: l’innovazione, il gioco un po’ folle, la sperimetazione, appartengono inanzitutto agli attori, ai registi e agli autori che oggi hanno meno di trent’anni. Tuttavia, non è facile per loro trovare spazio nel ristretto e asfittico mondo del teatro italiano. Abbiamo ideato il Festival TrentaTram per rimediare a questa carenza gravissima: cercheremo di dare visibilità ai giovani, di sostenerli e incoraggiarli nel loro percorso di crescita”.

A valutare gli spettacoli in concorso ci saranno due giurie, una composta da esperti del settore e l’altra da spettatori: la compagnia vincitrice potrà portare in scena il proprio spettacolo nella stagione 2018/19 del TRAM. Ci saranno, inoltre, premi e riconoscimenti per le diverse categorie artistiche. I biglietti per il Festival potranno essere acquistati a prezzi molto contenuti; solo 10 euro, con la possibilità di acquistare on line a 8 euro e risparmiare ulteriormente con le diverse Card.

cell.  342 1785 930

tel.  081 1875 2126

email  tram.biglietteria@teatrotram.it

www.teatrotram.it

 

Costo Biglietti:

intero € 10,00    on line € 8,00

 

Card

3 spettacoli a scelta: € 25,00    –    11 spettacoli € 45,00

segreteria  Assia Iaquinto

responsabile tecnico  Angela Grimaldi

ufficio stampa  Hermes Communication

media partner Eroica Fenice

media partner Quarta Parete

 

Il canto delle Sirene da Salvador de Bahia a Napoli

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Il Progetto Axé arriva dal Brasile per trascorrere una settimana di formazione con l’Associazione Maestri di Strada ONLUS e scoprire i progetti sociali e di arteducazione della città partenopea

Giovedì 10 maggio, ore 10:30 – Sala Giunta Comune di Napoli

Dall’7 al 14 maggio un gruppo di educatori e collaboratori del Progetto Axé, operante nell’ambito dell’arteducazione a Salvador de Bahia, sarà nel capoluogo campano per scoprire la bellezza di alcuni luoghi e conoscere le iniziative sociali e di arte- educazione del nostro territorio. Ad accompagnarli in questo viaggio di formazione condivisa, l’Associazione Maestri di Strada ONLUS che farà da ponte con le altre realtà operanti, le Istituzioni del Comune di Napoli e il Teatro Bellini di Napoli.

L’associazione partenopea ha organizzato una serie di incontri di formazione e scambio, ma anche momenti di svago e convivialità tra il Centro Storico, la Periferia Est della Città, la Costiera Amalfitana e Pompei. In particolare, giovedì 10 maggio, dalle ore 10:30, nella Sala Giunta del Comune di Napoli si terrà Il canto delle Sirene da Salvador de Bahia a Napoli, un incontro tra educatori che fanno delle arti la chiave per aprire il cuore dei giovani alla speranza. Vi prenderanno parte (in ordine di intervento): Anna Maria Palmieri – Assessore all’Istruzione e alla Scuola del Comune di Napoli; Alessandra Clemente – Assessore ai Giovani e alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli; Gaetano Daniele – Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli; Giovanni Paonessa, Dirigente del Servizio Educativo e Scuole Comunali; Francesca D’Onofrio, Coop. L’Orsa Maggiore; Eleonora Dell’Aquila, AQS – Associazione Quartieri Spagnoli; Vincenzo Vanacore, Coop. L’uomo e il Legno; Cesare Moreno, Associazione Maestri di Strada onlus; Nicola Laieta, Regista teatrale e coordinatore dei laboratori teatrali delle Arti dell’Associazione Maestri di Strada Onlus e dell’Associazione Trerrote; Gabriele Russo, Direttore Artistico del Teatro Bellini di Napoli; Maurizio Braucci, Direttore Artistico di Arrevuoto;Rocco Fava e Marcos Antonio Candido Carvalho, per il Progetto Axé.

Durante l’incontro, verrà ribadito il sodalizio tra il Teatro Bellini di Napoli, l’Associazione Maestri di Strada e l’Associazione Trerrote. Proprio quest’ultima, per la prossima stagione teatrale, stanzierà una borsa di studio per i giovani drammaturghi che frequentano la Factory del Teatro Bellini per la scrittura di un testo teatrale che rappresenti la realtà di periferia.

Progetto Axé e Maestri di Strada (da “A Sud il desiderio”)

Napoli e Bahia si incontreranno per rinnovare uno scambio iniziato da alcuni anni tra Maestri di Strada e Projeto Axé, due associazione che hanno incrociato le rispettive traiettorie, scoprendo non pochi punti di contatto. A cominciare dall’attenzione e l’impegno quotidiano nei confronti di giovani e giovanissimi, quell’energia desiderante della comunità.

In comune poi, Axé e Maestri di Strada hanno un metodo consolidato, quello dell’Arteducazione, nella ferma convinzione che l’Arte e la Cultura non sono orpelli da esibire o passatempo per chi il tempo se lo può permettere. Al contrario, qui – in questo sud emotivo, le cui uniche coordinate sono pulsazioni del desiderio –, a Bahia come a Napoli, a Milano come altrove, l’arte è espressione della vita, di un vitalismo che lotta per emergere. Solo una buona cultura artistica può canalizzare queste spinte, affinché il soprassalto di una vita che intende realizzarsi non si richiuda nella spirale della violenza. Violenza degli esclusi, di chi abita i margini, cui solo una certa testardaggine può far fronte: l’ostinazione di chi non accetta le logiche dell’esclusione e della ghettizzazione.

Il primo incontro tra Axé e Maestri di Strada avviene a Genova nel gennaio del 2015, in occasione del convegno Ai confini dell’educazione. A ottobre 2016, Cesare Moreno, Presidente di Maestri di Strada, viene a sapere della presenza a Roma di Cesare de Florio La Rocca, il fondatore di Projeto Axé, e lo raggiunge nella capitale. È qui che si stabilisce il contatto definitivo tra i due.

Ad agosto 2017, una delegazione di Maestri di Strada vola a Bahia per una decina di giorni di formazione condivisa, nella promessa di organizzare presto un nuovo interscambio a Napoli.

Nell’ottobre del 2017 Rocco Fava, Responsabile Esecutivo di Axé Italia, e Marcos Candido Carvalho, Coordinatore dell’area arteducativa di Projeto Axé, partecipano al Convegno Internazionale Sconfini dell’educazione, organizzato da Maestri di Strada a Napoli. Il 7 Novembre 2018, infine, Cesare Moreno, Cesare La Rocca e Marcos Candido si ritrovano Milano, intervenendo al convegno Arteducazione e Pedagogia del desiderio, organizzato da Axé Italia all’Università Statale di Milano per presentare la proposta educativa di Axé.

Trentatram Festival, al via la prima edizione della manifestazione dedicata ad autori under 30

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dal 10 al 27 maggio 2018

Festival per compagnie Under 30

Direzione artistica  Mirko Di Martino

Il Festival “TrentaTram” nasce per promuovere le giovani compagnie che si distinguono per l’originalità e la cura delle loro proposte. Dal 10 al 27 maggio 2018 il teatro TRAM ospiterà 11 spettacoli (selezionati sul territorio nazionale con bando pubblico ) portati in scena da attori e registi rigorosamente under 30. Ma, per sostenere la nuova drammaturgia, anche i testi degli spettacoli saranno tutti originali e scritti da giovani autori.

Il direttore artistico del TRAM, Mirko Di Martino, dichiara: “Il teatro del futuro è nelle mani delle giovani compagnie teatrali: l’innovazione, il gioco un po’ folle, la sperimetazione, appartengono inanzitutto agli attori, ai registi e agli autori che oggi hanno meno di trent’anni. Tuttavia, non è facile per loro trovare spazio nel ristretto e asfittico mondo del teatro italiano. Abbiamo ideato il Festival TrentaTram per rimediare a questa carenza gravissima: cercheremo di dare visibilità ai giovani, di sostenerli e incoraggiarli nel loro percorso di crescita”.

A valutare gli spettacoli in concorso ci saranno due giurie, una composta da esperti del settore e l’altra da spettatori: la compagnia vincitrice potrà portare in scena il proprio spettacolo nella stagione 2018/19 del TRAM. Ci saranno, inoltre, premi e riconoscimenti per le diverse categorie artistiche. I biglietti per il Festival potranno essere acquistati a prezzi molto contenuti; solo 10 euro, con la possibilità di acquistare on line a 8 euro e risparmiare ulteriormente con le diverse Card.

cell.  342 1785 930

tel.  081 1875 2126

email  tram.biglietteria@teatrotram.it

www.teatrotram.it

 

Costo Biglietti:

intero € 10,00    on line € 8,00

 

Card

3 spettacoli a scelta: € 25,00    –    11 spettacoli € 45,00

Napoli capitale del tatuaggio

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Torna il Tattoo Fest con 300 artisti da tutto il mondo

 Dal 25 al 27 maggio alla Mostra d’Oltremare: attesi oltre 10 mila visitatori

Per tre giorni Napoli sarà capitale mondiale del tatuaggio. Torna infatti dal 25 al 27 maggio l’International Tattoo Fest che porterà nella Mostra d’Oltremare di Napoli (Piazzale Tecchio, 52) circa 300 tatuatori, di fama nazionale ed internazionale, provenienti da Polynesia, Samoa, Taiwan, Giappone, Brasile e da tutta Europa.

Un appuntamento atteso sia da coloro che hanno già il corpo segnato da opere d’arte su inchiostro, sia per i numerosi curiosi che vogliono avvicinarsi a questo mondo. Il Tattoo Fest infatti punta sempre ad un approccio culturale al tatuaggio, osservando tutti i vincoli igienico-sanitari, valorizzando le opere degli artisti tatuatori.

Durante questa tre giorni gli oltre 10 mila visitatori che annualmente riempiono il polo fieristico di Fuorigrotta potranno anche ascoltare musica live e djset nel giardino dei cedri e approfondire interessanti iniziative sociali. Non mancheranno come di consueto i laboratori dedicati ai più piccoli.

Ideato da Costattoo (al secolo Costantino Sasso), il festival è un evento dedicato alle nuove espressioni artistiche legate al mondo della body art e della body modification, in una cornice di puro divertimento.

 Biglietti in vendita sul circuito My Tickets www.tattoonapoliexpo.mytickets.it

www.tattoonapoliexpo.it

www.facebook.com/tattoofestnapoli

Le ombre del Caravaggio: spettacolo itinerante di NarteA

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Sabato 12 maggio a Napoli

Sabato 12 maggio (ore 18.30 e 20.15), a Palazzo Ricca, sede dell’Archivio Storico del Banco di Napoli (via Tribunali 214), torna 84 giorni – Le ombre di Caravaggio, scritto e diretto da Febo Quercia, con Sergio Del Prete, Annalisa Direttore, Andrea Fiorillo, Matteo Lanzara, Peppe Romano. Lo spettacolo itinerante di NarteA, partendo da una fede di credito ritrovata presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli, ricostruisce scenicamente le vicende misteriose legate alla realizzazione di un quarto Caravaggio a Napoli. Per partecipare all’evento è necessaria la prenotazione ai numeri 339 7020849 o 333 3152415. Costo biglietto: 15 euro.

Nel capoluogo partenopeo il pittore dissoluto e chiaccherato per le sue ambigue frequentazioni – amante sia di donne sia di uomini, spavaldo nel guardare in faccia la vita come la morte – incontra un uomo senza scrupoli, il mercante Radolovich, che gli commissiona una Madonna col Bambino in braccio. Testimonianza certa vuole che il quadro di Radolovich sia stato pagato all’artista in anticipo: 200 ducati. Lo attesta una fede di credito ritrovata tra le cedole di pagamento dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, che recita: «A Niccolo Radolovich ducati 200 e per esso a Michelangelo Caravaggio, dissero per il prezzo di una cona de pittura che l’adda fare et consignare finita per tutto dicembre prossimo venturo, di altezza palmi 13 e 2/3 et larghezza di palmi 8 e 1/2 con le figure cioè di sopra, l’immagine della Madonna col Bambino in braccio, cinta di cori d’angeli et di sotto San Domenico et San Francesco nel mezzo abbracciati insieme dalla man dritta San Niccolo e dalla man manca San Vito» 

Della Madonna col Bambino in braccio non è stata però rinvenuta alcuna traccia a Napoli. Al temibile Radolovich, l’uomo che tenta di rubare l’anima al grande artista imponendogli la commissione di un quadro il cui soggetto considera mediocre, Caravaggio oppone tutta la sua grandezza.Che cosa accadde, dunque, tra il tormentato Merisi, capace di scrutare tra le profondità e gli abissi dello spirito umano e l’avido mercante? Tante le ipotesi emerse lungo il corso della storia: si sostiene che il quadro non sia mai stato realizzato o che sia entrato nella composizione delle Sette opere della Misericordia. Incompiuto o portato a termine da altra mano, le dicerie si rincorrono giungendo fino a Vienna, dove una Madonna del Rosario sembra incarnare esattamente le caratteristiche della commissione di Radolovich.

Come in un giallo storico, Febo Quercia ricostruisce la vicenda, muovendosi tra testimonianze scritte e le ombre di un uomo tormentato, che ha fatto dei suoi demoni fulgida bellezza, traendo ombre dalla luce e luce dalle sue stesse tenebre interiori.

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