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Franco Fracassi, la verità oltre la propaganda

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Franco Fracassi
Franco Fracassi

Sabato 12 Aprile alle ore 17:00, presso l’Istituto Ricciardi Ascco di Piana di Monte Verna, si terrà un convegno aperto al pubblico con il giornalista, reporter e scrittore, Franco Fracassi.

Il convegno, organizzato dall’associazione Osservatorio Socio-Culturale, è volto a riflettere sulla realtà in cui viviamo attraverso le parole, incisive e dirette, di Franco Fracassi: parole che fanno riflettere e che mettono a nudo la realtà dei fatti. Attraverso un attento excursus della storia che hanno portato l’autore alla scrittura dei suoi innumerevoli libri, lo scrittore disserterà sulle conquiste fatte finora – in quanto comunità – sul piano sociale, individuale,
civile ed economico. Il giornalista, inoltre, si soffermerà su cosa significhi essere un reporter di guerra e un attento conoscitore di geopolitica in un momento storico decisamente complesso. Dialogherà con l’autore Gennaro De Lena.

OSSERVATORIO SOCIO-CULTURALE

L’Osservatorio Socio-Culturale è un’associazione senza scopo di lucro che nasce in una realtà di periferia, quale il paese di Piana di Monte Verna, per iniziativa di un gruppo di adulti che mira a far diventare la citata cittadina centro di riferimento culturale. L’Osservatorio ha in programma eventi culturali e sociali in collaborazione con illustri personaggi che si occupano di cultura antimafia nelle scuole e che in prima persona lottano contro le associazioni di stampo camorristico. L’associazione è fiera di essere riuscita a dialogare con personaggi che si occupano di dispersione scolastica e sociale in ambienti molto difficili: ambienti dove il periodo dell’adolescenza sembra quasi non esistere in quanto le difficoltà della vita portano una persona dall’essere un bambino all’essere direttamente un adulto. L’Osservatorio ha come obiettivo quello di dialogare con il mondo dello sport, con rappresentanti di istituzioni religiose per un dialogo tra cultura e credo religioso.

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Penultima puntata di “Stasera tutto è possibile” ospiti Bianca Guaccero, Nek, Giulia Penna e Pucci

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STASERA TUTTO È POSSIBILE
STASERA TUTTO È POSSIBILE

Il nono appuntamento con ‘Stasera tutto è possibile’, martedì 1 aprile alle 21.20 su Rai 2, sarà una nuova puntata coinvolgente.

Il comedy show realizzato dalla Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Endemol Shine e condotto da Stefano de Martino si sta imponendo di settimana in settimana tra i programmi più graditi dal pubblico. Nel cast Biagio Izzo, Francesco Paolantoni, Herbert Ballerina e Vincenzo De Lucia che questa settimana vestirà i panni di Francesca Fagnani.

‘Mare mare’ sara’ il tema di questa penultima puntata e arriveranno all’Auditorium Rai di Napoli: Giovanni Esposito, Bianca Guaccero, Nek, Giulia Penna, Andrea Pucci. Tra i giochi, Step Challenge, Travel Step, Do re mi fa male, Patapouf. Presenti, come in ogni puntata, il Panda, mascotte del programma, animato da Francesco Garzia, e il dj Claudio Cannizzaro.

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Uovo di Pasqua da record dedicato a Napoli per i 2500 anni della città

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Uovo Pasqua Napoli 2500
Uovo Pasqua Napoli 2500

Un uovo di Pasqua alto due metri per 350 chili di peso. A realizzarlo è stata la Fabbrica di Cioccolato Gay-Odin nell’ambito del progetto “Napoli Millenaria” per celebrare i 2500 anni della città che, sul finire dell’800, accolse i due giovani cioccolatieri piemontesi Isidoro Odin e Onorina Gay.

“Dedicare l’uovo gigante a Napoli – ha detto Sveva Maglietta, membro del Cda Gay-Odin presentando l’uovo ai giornalisti – è un atto di amore e di riconoscenza nei confronti di una città che è stata punto di partenza per un’avventura straordinaria. È qui che Isidoro e Onorina decisero di inaugurare, in Vico Vetriera a Chiaia, la Fabbrica di Cioccolato ed è sempre qui che, nel solco della tradizione, la nostra famiglia continua a portare avanti l’arte artigiana del cioccolato. Celebrare Napoli nell’anno del suo anniversario ci sembrava un atto dovuto, ma anche fortemente voluto. È un grazie simbolico che estendiamo a tutti i napoletani per l’enorme affetto che ci dimostrano ogni giorno”.

Al centro dell’uovo gigante la Sirena Parthenope, disegnata a mano dal maestro decoratore della Gay-Odin Fabio Ceraso che, con sac-a-poche e precisi colpi di pennello, rappresenta su cioccolato il mito legato alla nascita di Napoli: si narra che non essendo riuscita a sedurre con il suo canto l’astuto Ulisse la sirena si lasciò morire e il suo corpo finì per arenarsi sull’isolotto di Megaride, lì dove oggi sorge il Castel dell’Ovo. Parthenope viene rappresentata in tutta la sua bellezza: immersa tra le onde spumeggianti nel mare, con il vento che le accarezza i capelli, mentre sullo sfondo si staglia il Vesuvio avvolto da un tramonto che fa presagire il destino della sirena.

Sul retro dell’uovo gigante campeggiano invece volti di personaggi che hanno reso grande la storia di Napoli come il drammaturgo Eduardo De Filippo, il cantautore Pino Daniele, l’attore comico Antonio De Curtis in arte Totò e il calciatore Diego Armando Maradona e tutt’intorno alcuni simboli iconici della città come la pizza, il corno napoletano e la mitra di San Gennaro.

A completare l’opera la frase “2500 anni di storia leggendaria” seguita dal logo Gay-Odin, riprodotto nei colori storici dell’azienda oro e blu di Prussia, e dal logo ufficiale delle celebrazioni indette dal Comune di Napoli. L’uovo gigante richiede lunghi tempi di lavorazione: si comincia con la creazione dei due gusci ottenuti spennellando a mano stampi di dimensioni record. Un’operazione che dura circa dieci giorni e che termina con la saldatura dei due gusci – di circa 10 centimetri di spessore – con abbondante cioccolato temperato. Una volta che il cacao si è solidificato si passa allo step successivo, la decorazione, che viene realizzata con glassa di zucchero e coloranti alimentari naturali. Una fase delicata che termina dopo circa una settimana di prove, rimaneggiamenti e ritocchi finali.

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Ecco quando si spegne il riscaldamento in Italia secondo le zone climatiche

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quando si spegne il riscaldamento
quando si spegne il riscaldamento

L’inverno in casa si riconosce da alcuni dettagli, come il tepore che avvolge le stanze, i termosifoni accesi, il vapore sui vetri nelle mattine più fredde. Poi, senza quasi accorgersene, arriva la primavera, le finestre si spalancano, l’aria diventa più leggera e il tepore artificiale lascia spazio ai profumi della nuova stagione. E’ questo il tempo in cui spegnere i riscaldamenti, un momento che è scandito da regole e tempi differenti, in base alle fasce climatiche del Paese. La normativa disciplina le scadenze fissando anche limiti precisi sulla temperatura. Ma quando si può spegnere il riscaldamento nel 2025 nella varie parti d’Italia?“.

A fare il punto Nicola Teofilo, di Immobiliare.it. “L’accensione e lo spegnimento del riscaldamento in Italia – ricorda – è regolato dal dpr numero 412 del 1993, che stabilisce periodi e fasce orarie in base alle zone climatiche del Paese. Il fine principale è quello di contenere i consumi energetici e ridurre l’impatto ambientale, ottimizzando l’uso degli impianti termici in base alle reali necessità climatiche. Nel 2025, come negli anni precedenti, le date di spegnimento dipendono dalla fascia climatica di appartenenza. Vediamo, quindi, come sono suddivise le zone climatiche in Italia e quali sono le date di riferimento per la chiusura dei termosifoni nel 2025“.

“L’Italia – sottolinea – è suddivisa in sei zone climatiche, indicate con le lettere dalla A alla F, in base ai gradi-giorno, un parametro che tiene conto della temperatura media annua di una determinata località. Più i gradi-giorno sono alti, più la stagione di riscaldamento sarà lunga. Ecco come sono distribuite le zone climatiche. Zona A (climi più caldi): comprende Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. Zona B: include le città di Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento. Zona C: comprende Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Cagliari, Oristano e Sassari. Zona D: include Roma, Firenze, Genova, Ancona, Pescara e molte altre città. Zona E: comprende Milano, Torino, Venezia, Bologna, Perugia e altri centri abitati caratterizzati da inverni più rigidi. Zona F (nessuna limitazione): include le province di Cuneo, Belluno, Trento e alcune località montane“.

Le date di spegnimento del riscaldamento variano a seconda della zona climatica di appartenenza. Tuttavia, in caso di condizioni climatiche particolarmente rigide, i singoli Comuni possono decidere di prorogare l’accensione degli impianti, purché con un uso limitato a metà del tempo massimo consentito dalla legge.

Ecco quando è previsto lo spegnimento dei termosifoni per il 2025, zona per zona. Zona A: 15 marzo. Zona B: 31 marzo. Zona C: 31 marzo. Zona D: 15 aprile. Zona E: 15 aprile. Zona F: nessuna limitazione

Nei condomini con impianti centralizzati è necessario rispettare queste date, mentre chi possiede un impianto autonomo può spegnerlo in base alle proprie esigenze. Tuttavia, per garantire il risparmio energetico, è sempre consigliato risparmiare e ottimizzare l’uso del riscaldamento nei periodi più miti. Lo spegnimento del riscaldamento nel 2025 segue il consueto calendario basato sulle zone climatiche italiane, con la possibilità di deroghe locali in caso di necessità. Tuttavia, nei prossimi anni il panorama cambierà, anche perché le caldaie a gas saranno progressivamente sostituire.

Le direttive europee sulle nuove costruzioni puntano a una transizione graduale verso sistemi più sostenibili, limitando progressivamente l’uso dei tradizionali impianti a gas. Ecco le tappe principali di questa trasformazione: dal 2029 i nuovi impianti di riscaldamento dovranno rispettare standard energetici molto più rigidi, rendendo più difficile la commercializzazione di sistemi obsoleti e meno efficienti.

Dal 2040: è previsto lo stop definitivo alla produzione e alla vendita di nuovi impianti di riscaldamento a gas, per favorire l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale come le pompe di calore, il teleriscaldamento e altre soluzioni innovative e meno energivore. Questo significa che chi possiede un impianto tradizionale potrà continuare a utilizzarlo, ma in caso di sostituzione dovrà scegliere soluzioni alternative. Il passaggio sarà incentivato da bonus statali e agevolazioni fiscali, con eventuali sconti e detrazioni per chi investe in sistemi di riscaldamento più sostenibili ed efficienti.

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Furti in appartamento, arrestate 13 persone a Castel Volturno

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Castel Volturno banda ladri appartamento
Castel Volturno banda ladri appartamento

Tredici persone sono state arrestate dalla Polizia, in esecuzione di un decreto di fermo, per associazione per delinquere finalizzata a furti in abitazione, ricettazione e riciclaggio, oltre che numerose perquisizioni.

Le indagini sono nate dal furto perpetrato da una banda di 11 soggetti, la notte del 31 dicembre scorso, all’interno di un’abitazione di Santa Maria Capua Vetere (in provincia di Caserta). In quell’occasione i ladri, travisati e giunti a bordo di due autovetture con targhe rubate, si erano impossessati di denaro, gioielli ed altri valori, per un ammontare complessivo di 130 mila euro, nonche’ di due pistole, legalmente detenute dal proprietario.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, hanno accertato l’esistenza di uno strutturato gruppo, specializzato nei furti in abitazione, con base a Castel Volturno (Ce) ma operante sull’intero territorio nazionale, composto principalmente da soggetti di etnia rom, con il ruolo di esecutori materiali, oltre che da soggetti italiani, con il compito di procurare autovetture per perpetrati i reati.

In particolare, questa associazione si è resa responsabile di furti in abitazione, oltre che nell’intera regione Campania, anche in Calabria e diverse province del nord Italia ed in particolare nelle province di Treviso e Venezia. Infatti, nei primi giorni di febbraio, sette persone appartenenti alla stessa banda, partivano da Castel Volturno (Ce), alla volta del comune di Castrolibero, in provincia di Cosenza, dove perpetravano l’ennesimo furto in abitazione.

Nei giorni successivi, invece, si recavano in Veneto, dove un equipaggio della Polizia li intercettava a bordo di un’autovettura in uso al gruppo. Gli stessi alla vista degli Agenti, si davano alla fuga. Gli occupanti, sei persone di etnia rom, fermati a Bologna dopo un lungo inseguimento, venivano trovati in possesso di oro e gioielli, rubati poco prima in un’abitazione. Durante l’inseguimento, i ladri abbandonavano un borsone con all’interno alcuni fucili, successivamente rinvenuti, rubati in un’altra abitazione.

Il 19 febbraio scorso, durante la commissione di uno dei numerosi furti, gli agenti della Squadra Mobile di Caserta riuscivano ad arrestare in flagranza un uomo ed una donna di etnia rom, appartenenti al gruppo criminale, che, nella città di Caserta, dopo aver forzato il portone di ingresso di un palazzo, si accingevano ad entrare all’interno di un’abitazione.

Questo gruppo si avvale di autovetture ad elevate prestazioni, tutte intestate ad un prestanome italiano, che ha il compito di procurare e garantire il continuo ricambio di vetture per l’associazione. A queste autovetture venivano, successivamente, apposte targhe rubate o clonate. Nel corso delle perquisizioni della scorsa notte, sono state sequestrate sette autovetture di grossa cilindrata, utilizzate per commettere furti.

La locale Procura della Repubblica, in virtù delle risultanze delle investigazioni svolte dalla Squadra Mobile di Caserta, ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di soggetti tutti di etnia rom e con a carico numerosi precedenti penali.

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Interdittive tra Napoli e Casandrino emesse dal Prefetto Michele Di Bari per attività commerciali

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Prosegue l’intensa attività di prevenzione antimafia svolta dalla Prefettura con il supporto delle Forze dell’ordine e della Divisione Investigativa Antimafia.

Negli scorsi giorni il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha adottato 6 ulteriori interdittive antimafia nei confronti di altrettante ditte, operanti nei settori dell’arredamento, del commercio al dettaglio di prodotti ittici, della vendita di elettrodomestici con sede nei comuni di Casandrino e Napoli.

La mirata azione messa in campo presso la Prefettura sta contribuendo in maniera significativa ad anticipare la soglia di tutela dell’ordine pubblico economico, scongiurando il rischio di infiltrazione mafiosa nel mercato, contrastando la contaminazione dell'”economia legale” ad opera dei sodalizi malavitosi radicati sul territorio, salvaguardando l’ordine pubblico economico, tutelando la libera concorrenza fra le imprese e assicurando il buon andamento della Pubblica Amministrazione.

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Spari alla Rotonda Diaz: l’autore è un pregiudicato di Melito di Napoli

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Angelo Bottino Sparatoria Rotonda Diaz
Angelo Bottino Sparatoria Rotonda Diaz

Sarebbe un 34enne di Melito, Angelo Bottino, l’uomo che ieri pomeriggio ha scatenato l’inferno alla rotonda Diaz sul Lungomare di Napoli.

Si tratta di un soggetto in semilibertà per precedenti reati, che avrebbe ingaggiato una lite con due giostrai. Bottino, secondo quanto ricostruito, era in compagnia dei quattro figli minorenni quando, per futili motivi, ha iniziato a litigare animatamente con due giostrai, Vincenzo Rapuano e Vincenzo Papa.

Al culmine della lite ha estratto una pistola a tamburo ed esploso alcuni colpi. Le vittime sono state colpite una all’addome e l’altro a un avambraccio, mentre tra la folla di turisti e famiglie a passeggio si è scatenato il panico.

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Tilt metro per astensione lavoratori a Napoli, Manfredi: “Cittadini vanno tutelati, stiamo assumendo più personale”

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“Ci stiamo impegnando molto per rafforzare l’azienda, per renderla più competitiva, per assumere più personale. Mi auguro che questo sia stato solamente un episodio legato a delle incomprensioni. Noi dobbiamo lavorare insieme ai lavoratori, insieme alla dirigenza di Anm, per garantire il servizio migliore possibile. Chi viene davanti a tutto sono gli utenti, i cittadini che devono essere tutelati e salvaguardati”.

Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a margine della presentazione dell’uovo gigante di Gay Odin, dopo i pesanti disagi provocati dalle astensioni dal lavoro di dipendenti Anm (Azienda napoletana mobilità) che hanno provocato il blocco della metropolitana.

Manfredi parlando successivamente con i giornalisti, incontrati alle direzione di filiale delle Poste, a Napoli, ha ricordato che “è programmata per questa mattina una riunione con il management e poi mi riferiranno questo incontro. E mi auguro che sia risolutivo e che porti ad un chiarimento e al superamento delle criticità che ci sono state in questo week end”.

Il sindaco di Napoli ha poi ricordato che “c’è un piano assunzionale già approvato. E per alcune figure professionale occorre un livello di qualificazione che fa sì che ci sia una platea ristretta”.

Le nuove assunzioni sarebbero di circa 250 unità. Infine, in merito all’apertura della stazione del Centro direzionale il sindaco ha detto: “Siamo molto vicini”, senza però indicare una data. La linea 1 della metropolitana è interessata anche da lavori particolari come il cambio di armamento e del segnalamento. “Sono lavori obbligatori dopo un certo numero di anni e che si sarebbero dovuti fare prima”, ha specificato.

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Violento incidente stradale nel casertano: scontro tra due auto, morta una 37enne

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Incidente mortale sulla strada statale 7 via Appia nel Casertano. Come fa sapere Anas, a causa di un incidente stradale, è temporaneamente chiusa, in direzione Sud, la strada statale 7 via Appia al km 188,300 a Sparanise (Caserta).

Nel sinistro, che ha coinvolto due autovetture, è morta una donna 37enne, Maria Grazia Viola di Teano (Caserta). Feriti un padre con il figlio. È stata modificata la viabilità: in direzione sud, c’è la deviazione obbligatoria sulla Sp 7 e in direzione nord la deviazione a Taverna di Pignataro Maggiore.

Sul posto sono presenti le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione del traffico in piena sicurezza e per consentire il ripristino della regolare viabilità nel più breve tempo possibile.

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Tragedia a Malaga: Davide Calabrese muore a 18 anni per un malore, Campania in lutto

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Uno studente di 18 anni di Pagani, Davide Calabrese, è morto ieri sera in un ospedale di Malaga, in Spagna, dove era ricoverato per un malore.

Il ragazzo era in gita in Spagna con la sua classe del liceo scientifico “Mangino” di Pagani. Non sono ancora note con certezza le cause del decesso.

Sembra che lo studente fosse ricoverato in ospedale da alcuni giorni dopo aver contratto un virus e che le sue condizioni si siano progressivamente aggravate, fino alla morte, avvenuta ieri sera, forse – ma è solo un’ipotesi – per una miocardite.

Sui social il cordoglio di Lello De Prisco, sindaco di Pagani: “Era il momento delle risate. Era il momento di costruire ricordi indelebili di fratellanza, scoperta, crescita. Era il momento di fantasticare sui per sempre e sui sogni. E invece ci troviamo straziati a piangere sul mai più”.

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